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Vomito nei bambini: cause, quando preoccuparsi e cosa fare vomito bambini # vomito nel bambino # bambino che vomita # cause vomito bambini

  • Immagine del redattore: DrMarcoAlbertoMoioli
    DrMarcoAlbertoMoioli
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min
Bambina ammalata

Il vomito nei bambini è un sintomo molto frequente, di solito legato a cause benigne come infezioni intestinali o piccole indigestione, ma in alcuni casi può segnalare un problema più serio e richiede una valutazione pediatrica rapida.

Che cos’è il vomito nei bambini 🤢 vomito bambini # vomito nel bambino # bambino che vomita # cause vomito bambini

Il vomito è l’espulsione rapida e forzata del contenuto dello stomaco attraverso la bocca e rappresenta un meccanismo di difesa dell’organismo per liberarsi da sostanze irritanti o infezioni. Spesso è accompagnato da nausea, pallore, sudorazione fredda, debolezza e talvolta diarrea o febbre. Nella maggior parte dei casi nei bambini si tratta di episodi autolimitanti che si risolvono in pochi giorni con una corretta idratazione e qualche accorgimento alimentare. vomito bambini # vomito nel bambino # bambino che vomita # cause vomito bambini

Cause più frequenti 👶

Le cause del vomito in età pediatrica sono molteplici e cambiano in base all’età del bambino. Le più comuni sono:

  • Infezioni gastrointestinali (gastroenteriti virali o batteriche), spesso associate a diarrea, febbre e dolori addominali.

  • Indigestione o pasti troppo abbondanti, con assunzione rapida di cibi molto grassi o difficili da digerire.

  • Reflusso gastroesofageo, soprattutto nei lattanti, con rigurgiti frequenti dopo la poppata.

  • Allergie o intolleranze alimentari (ad esempio alle proteine del latte vaccino), con possibile diarrea, gonfiore o orticaria associati.

  • Infezioni extra-intestinali, come infezioni delle vie urinarie, polmonite o infezioni sistemiche, in cui il vomito è uno dei sintomi.

  • Cinetosi (mal d’auto), tipica dei viaggi in macchina, nave o aereo.

Cause più rare ma importanti includono appendicite, occlusioni intestinali, malformazioni anatomiche (come stenosi ipertrofica del piloro nel lattante) e patologie del sistema nervoso centrale. In presenza di vomito persistente o segni di allarme è essenziale un controllo pediatrico.

Quando preoccuparsi e chiamare il pediatra 🚨

Esistono alcune situazioni in cui il vomito non va considerato un semplice disturbo passeggero. È opportuno contattare il pediatra (o il pronto soccorso) se il bambino presenta:

  • Vomito persistente che dura più di 24–48 ore o tende a peggiorare.

  • Segni di disidratazione: poca pipì, bocca secca, sonnolenza marcata, fontanella infossata nel lattante.

  • Vomito verde (biliare), con sangue o a “getto” nel neonato.

  • Febbre alta, forte mal di testa, rigidità del collo, difficoltà a camminare o a mantenere l’equilibrio.

  • Dolore addominale intenso, soprattutto localizzato in basso a destra (rischio appendicite).

  • Bambino molto abbattuto, confuso o difficilmente risvegliabile.

Nei lattanti molto piccoli, e in particolare nei neonati, qualsiasi vomito ripetuto merita una valutazione più rapida, perché le riserve di liquidi sono scarse e la disidratazione può comparire in poche ore.

Cosa fare a casa: consigli pratici 💧

La gestione domiciliare punta soprattutto a prevenire la disidratazione e a far riposare lo stomaco del bambino. Ecco alcune indicazioni pratiche:

  • Fare una breve pausa da cibi e liquidi subito dopo l’episodio di vomito (circa 30–60 minuti), per dare tempo allo stomaco di calmarsi.

  • Offrire poi liquidi a piccoli sorsi (se necessario ridurre al minimo le quantità utilizzando il cucchaino) e con frequenza (acqua, soluzioni reidratanti orali specifiche per bambini, camomilla leggera), evitando grandi quantità tutte insieme che potrebbero scatenare un nuovo vomito.

  • Preferire soluzioni reidratanti orali consigliate dal pediatra, in particolare se ci sono anche diarrea o febbre.

  • Evitare bevande gassate, succhi molto zuccherati, tisane troppo dolci o “rimedi fai da te” non validati.

  • Nelle prime ore evitare cibi solidi; se il bambino sta meglio e non vomita più, introdurre gradualmente alimenti leggeri (cracker, riso, patate, banana, carni bianche magre).

  • Non somministrare farmaci antiemetici o altri medicinali senza il parere del pediatra, perché in età pediatrica alcuni farmaci possono avere effetti indesiderati importanti.

È utile far riposare il bambino, ma senza obbligarlo a stare sempre sdraiato; una posizione semi-seduta può ridurre la sensazione di nausea. Se il piccolo rifiuta del tutto di bere o continua a vomitare ogni tentativo di idratazione, occorre rivolgersi a un medico.


 
 
 

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